La scelta delicata della…scelta del personale!

16 03 2009

È da alcuni giorni che rifletto sul seguente fatto: in molti colloqui di lavoro che ho avuto la fortuna (sfortuna) di sostenere molte aziende cercano qualcuno che neanche loro sanno. Vogliono la persona già preparata, con una cultura media, con un’età non troppo avanzata, con esperienza, che non abbia richieste economiche esose e che sia disposto a lavorare dalle 7 alle 9 ore giornaliere (da 1 a 3 ore di straordinario). Oggi mi sono apprestato a partecipare all’ennesimo colloquio presso una società di informatica che ricercava le figure di analista programmatore e programmatore web. Premetto che la riflessione che sto facendo mi è saltata in mente prima del colloquio e non dopo (il colloquio, dal canto suo, è volato via bene senza nessuno tipo di richiesta ai limiti della schiavitù). Mentre mi preparavo ho instaurato un monologo con me stesso riflettendo sulla posizione in cui si trovano oggi molti giovani come me. Le aziende che assumo dovrebbero rifletterci più di una volta prima di ricercare personale. È risaputo che molte delle piccole e medie imprese (quelle in cui c’è più probabilità di lavorare) non hanno uffici del personale o responsabili delle risorse umane, ma spesso sono gli stessi amministratori o addirittura gli impiegati a fare i colloqui. Da queste premesse si più evincere che non essendoci le competenze tecniche di selezione del personale, le aziende vanno incontro a degli errori di valutazione che a volte si ripercuotono sull’azienda stessa in termini economici.

Mi spiego meglio: ad esempio un’azienda che ricerca un informatico con competenze che spaziano dalla programmazione alla progettazione di database, cercando di contenere i costi proponendo uno stipendio di 800 €, si troverà di fronte, molto probabilmente, una serie di candidati miscelati tra tecnici e periti informatici, laureati in informatica e in ingegneria informatica. In base alla scelta del candidato ed al suo titolo di studio, l’azienda si troverà di fronte due scenari ben diversi.
Mettiamo che l’azienda scelga un perito informatico con esperienza minima nel settore (due anni). Se la stessa azienda non predisporrà un corso di formazione, andrà incontro ad una scelta sbagliata che avrà ricadute in termini di tempo (che per la società equivale ad un danno economico) e di influenza pscologica negativa per la persona assunta.
Pensiamo allora che l’azienda scelga un’ingegnere informatico. In questo caso l’azienda si troverà presto con un impiegato poco motivato, il quale non appena riceverà un’offerta di poco superiore allo stipendio attuale non ci penserà due volte a cambiare aria con il danno (per l’azienda) di dover ricominciare la selezione, con le solite incertezze.
Con questi esempi voglio dare un consiglio a tutte quelle piccole e medie realtà imprenditoriali che cercano competenze, professionalità e riduzione dei costi. Consiglio numero uno: assumete una persona con limitate conoscenze, pagatela quello che per voi è giusto ma preparate un corso formazione di 3-4 settimane. Fate un piccolo investimento (il corso) ma ridurrete certamente i costi e avrete gente competente sui realibisogni dell’attività. Consiglio numero due: assumete una persona altamente specializzata, pagatela il doppio di quanto siete disposti a spendere. Così si avrà la certezza di lavorare con gente preparata e motivata con un investimento che si rivelererà azzeccato nel medio-lungo termine.
Morale di questo articolo: aziende, state attente a chi e a come scegliete i vostri dipendenti, è una scelta delicata che può farvi fare il salto di qualità o farvi scivolare in un pericoloso baratro. Non sempre pagare meno vi fa risparmiare di più.