Mentre si susseguono le varie trasmissioni televisive sulla tragedia dell’Aquila, molti si pongono molti interrogativi di natura scientifica sulla previsione o no dei terremoti: il terremoto aquilano si poteva in qualche modo prevedere? E in quale misura era possibile prevederlo? La scienza e le tecnologie di oggi sono sufficienti a prevedere in generale i terremoti?
Preciso subito che qui si parla di previsioni approssimative dell’evento sismico e non di previsioni certe, poichè mi è evidente che gli scenziati di oggi siano concordi al 99% sul fatto che in questo campo non possono esserci certezze di previsione, tanto è complesso lo studio dei sistemi sismici con la sua moltitudine di variabili. Ma sullo studio approssimativo in termini di tempo, spazio e di gravità del terremoto si possono distinguere due scuole di pensiero: c’è chi dice che assolutamente non è possibile fare nemmeno delle approssimazioni, c’è chi sostiene invece che possono esserci diversi metodi per cercare di ottenere dati importanti sulla previsione di un sisma.
Tra chi asserisce un’approssimazione risulta essere possibile c’è la Dr.ssa Daniela Pantosti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che alla domanda se sono possibili previsioni spiega: “La risposta non può essere un “no” deciso. Numerosi sono i precursori sismici, ossia quelle anomalie di alcuni parametri geofisici, osservate prima di alcuni terremoti. Un esempio di anomalia potrebbe essere una quiescenza sismica ovvero l’assenza di terremoti per un determinato periodo di tempo in un’ area considerata sismica. Studi per l’identificazione di precursori sismici sono condotti anche in Italia, grazie alla collaborazione con esperti di altri paesi dove questo tipo di metodologia è già collaudata. Si tratta comunque di previsioni approssimative che non possono essere utilizzate per dare un allarme alla popolazione. Altri esempi di precursori sismici sono la variazione inconsueta della velocità delle onde sismiche, variazioni nel contenuto di gas radon nelle acque di pozzi profondi, mutamenti nel livello delle acque di fiumi e di laghi, movimenti crostali”.
Un’aiuto alle previsioni sismiche può venire certamente dalla statistica. Alvaro Corral, fisico dell’Universitat Autònoma di Barcellona, ha scoperto che gli intervalli di tempo fra due scosse successive sono caratterizzati da una proprietà (autosimilarità a scale differenti) identica a quella della struttura spaziale dei sistemi fisici quando cambiano fase nei punti critici. Lo studio, pubblicato nel 2005 sulla rivista “Physical Review Letters” dimostra che l’intervallo fra due terremoti successivi dipende dal tempo trascorso fra i terremoti precedenti.
Ma voglio rivolgere l’attenzione ad un persona che ben prima della tragedia dell’Aquila aveva previsto e informato del sisma imminente ma che paradossalmente è stato denunciato per allarmismo. Il suo nome è Giampaolo Giuliani, ricercatore ai laboratori del Gran Sasso dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. Continua seconda parte…
Terremoto dell’Aquila: fatalità o tragedia annunciata? (prima parte)
6 04 2009Commenti : Lascia un commento »
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Le missioni spaziali segrete mai raccontate
18 03 2009Sul finire degli anni 50′ due medici e geniali radioamatori, i fratelli Achille e Giovanni Battista Judica Cordiglia, allestirono a Torino un vero e proprio centro di ascolto spaziale. Usando tecnologie riciclate e da loro stessi adattate, iniziarono a captare suoni dallo spazio. Il 4 ottobre 1957 riuscirono a intercettare per primi i suoni emessi dallo Sputnik 1. Questo straordinario successo fu il primo risultato cui seguirono altre intercettazioni di tutte le principali missioni spaziali realizzate dagli USA e dall’URSS: incluso alcune missioni segrete, in cui alcuni cosmonauti sovietici potrebbero aver perso la vita.
Ad avanzare il sospetto che l’ex-Urss abbia tenuto nascoste alcune tragiche missioni spaziali ben prima dell’impresa di Gagarin dell’aprile 1961 furono gli stessi fratelli Judica Cordiglia, che attraverso la ricezione ininterrotta di tutte le trasmissioni radio provenienti dallo spazio, compresero l’esitenza di missioni “non ufficiali”, fornendo ai media di tutto il mondo alcune prove davvero scioccanti. Vi riporto solo due prove audio di due missioni targate come non ufficiali delle quali una mai confermata dal governo sovietico.
La prima risale al 2 febbraio 1961, missione confermata solo in parte da Radio Mosca (l’unione sovietica confermò di aver messo in orbita un satelitte di 6,5 tonnellate, ma non parlò mai di essere umani al suo interno). Dai segnali captati si odono dei rumori associabili ad un ritmo cardiaco di un cuore umano. Come confermerà in seguito il prof. Dogliotti dell’Università di Torino dopo aver analizzato il sonoro, si sentono eplicitamente un ritmo cardiaco di 80-90 battute al minuto e un respiro affannoso di circa una decina di secondi. Le prove inequivocabili che qualcuno era veramente lassù.
Ancora più inequivobile e sconvolgente è la trasmissione registrata nel maggio 1961. Tre uomini e una donna sono in orbita a bordo di una navicella spaziale sovietica partita tra il 16 e il 23 maggio 1961. Questa volta Radio Mosca e il governo dell’Urss non confermeranno mai questa missione. L’audio davvero suggestivo e scioccante riporta la conversazione, avvenuta negli ultimi minuti del volo in fase di rientro, tra la donna a bordo e la stazione spaziale. La donna parla, grida, chiede informazioni, vede una fiamma. Forse la fine della sua vita e dei suoi compagni di bordo. Vite a cui la storia non attribuirà mai un nome.
Vi riporto due video presi da youtube che narrano la storia dei fratelli Judica Cordiglia ma sopratutto contengono il sonoro agghiacciante delle due missioni citate pocanzi. La prima testimonianza (relativa alla missione segreta del febbraio 1961) si trova al minuto 6.14 e si protrae fino al minuto 7.35 del primo video. La seconda testimonianza (missione del maggio 1961) parte al minuto 8.18 del primo video ed ha termine al minuto 2.00 del secondo video. Ringrazio gli autori dei video.
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I sette principi tattici dell’Inter
17 03 2009In qualsiasi parte del mondo, molti appassionati passano il weekend sportivo davanti la tv o allo stadio ad osservare lo spettacolo più bello del mondo: il calcio.
Gli inglesi hanno un bel vedere con almeno 4 squadre a far luccicare gli occhi ai propri tifosi con un calcio che ad oggi è forse il più spettaccolare d’europa. Il Manchester UTD solido e organizzato, il Liverpool garanzia di azioni fulminee imprevedibili, il Chelsea dinamico e veloce, l’Arsenal con la sfrontatezza e anche inesperienza dei giovani. Gli spagnoli d’altro canto possono vantarsi di avere un campionato pieno di sorprese ma sopratutto di gol: in spagna le partite con poche reti sono una rarità. Barcellona e Real Madrid non sono ormai le uniche squadre a dettare legge: Villareal, Siviglia, Atletico Madrid e Valencia regalano gol e spettacolo in un calcio, quello spagnolo, sempre votato all’attacco.
L’altra nazione che spadroneggia in campo europeo è l’Italia (nelle ultime 20 edizioni della champions league, 13 volte i campioni vengono da Italia, Spagna e Inghilterra).
Nel nostro paese più che nelle altre nazioni citate, il calcio ha sempre avuto un aspetto più rivolto ai risultati e al profitto più che allo spettacolo e di gioco. Nel 1987 ci fu il primo (e forse ultimo) tentativo (riuscito) di cambiamento della mentalità calcistica italiana: Arrigo Sacchi e il suo Milan, che per anni hanno conquistato l’Italia, l’europa e il mondo. Quel Milan faceva del calcio d’attacco il suo punto di forza, ma non l’unico: introdusse nel bel paese il concetto di zona, lo sfruttamento della regola del fuorigioco e mise al centro del gioco della squadra il gruppo piuttosto che i singoli. Queste innovazioni furono seguite negli anni anche da altre squadre, legate storicamente e tatticamente con la cultura (sparagnina) marcatura a zona e contropiede, come Juventus e Inter, senza comunque avere risultati. L’unica società con un ‘impronta europea, costruita sullo spettacolo sembra essere il Milan e i risultati del calcio di oggi ne danno una conferma.
Ma nell’estate 2008 un allenatore portoghese, Josè Mourinho, definito come santone del calcio, approda sulla panchina dell’altra squadra
di Milano, l’Inter, presentandosi come seguace del calcio-spettacolo proponendosi come unico allenatore in grado di cambiare la mentalità calcistica italiana e di riportare i nerazzurri in cima all’europa (l’ultima volta fu nel 1965). Dopo un periodo di adattamento, concedibile a tutti gli stranieri che per la prima volta si cimentano con il calcio italiano, si intravedono i primi risultati calcistici e tattici dell’allenatore portoghese. Analizziamo i principi fondanti delle sue idee “innovative”.
Il primo principio tattico su cui si basa la squadra nerazzurra è quella del lancio lungo dalla difesa a pescare il giocatore più avanzato che tra gomiti (anche colpi di Naso..), testate e mosse di karate, tuffi e simulazioni di falli da dietro si destreggia per proteggere il pallone o per procurarsi una preziosa punizione dal limite.
Il secondo principio è quello dell’attacco sulla fascia destra, dove l’unico giocatore in grado di correre e dribblare percorre abilmente tutta la fascia in azione personale seminando avversari e procurandosi punizioni, falli laterali o corner.
Il terzo principio è quello della difesa totale. Esempio più esplicito di questo principio non può non essere la partita del derby di ritorno contro il Milan, chiusa con un moderno ed all’avanguardia 6-3-1, con la difesa a 6 (sei) a 5 in linea più il libero in stile anni 60.
Quarto principio è il far valere il fisico in qualsiasi situazione di gioco, a discapito del palleggio e dell’armonia della manovra. Colpi di testa, spallate, mosse di karate, gomiti alti sono le qualità indispensabili per l’applicazione di questo quarto principio.
Quinto principio è il tiro da fuori: non appena la squadra si trova a 30 metri dalla porta avversaria è lecito tirare in porta, tanto prima o poi il portiere cade in errore.
Sesto principio: non rispettare gli avversari, simulare il più possibile, aiutarsi con le mani quando la situazione si fa difficile. Al giovane Balotelli, ancora inesperto, durante la stagione è stato chiesto più volte di buttarsi al minimo contatto (Inter-Fiorentina) e di non rispettare minimamente avversari e tifosi (Inter-Roma).
Settimo principio è la battaglia mediatica e di nervi che prima della partita verrà architettata ad hoc per far innervosire gli avversari.
Come è possibile vedere, le idee tattiche del santone portoghese sono modernissime e all’avanguardia, mai nessuno è stato in grado di applicarle nel mondo del calcio. Tutti noi italiani, tifosi o semplici appassionati dobbiamo dire grazie a questo “Dio” del calcio sceso in terra per aver cambiato in questo modo la mentalità del nostro calcio. In fondo è anche grazie a lui che il nostro calcio è sinonimo di qualità e spettacolo in tutto il mondo (!?) ed è anche grazie a lui che non c’è nessuna squadra a rappresentarci in Champions League….
Grazie di cuore Mou, avevamo proprio bisogno di te e delle tue tattiche innovative…
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La scelta delicata della…scelta del personale!
16 03 2009È da alcuni giorni che rifletto sul seguente fatto: in molti colloqui di lavoro che ho avuto la fortuna (sfortuna) di sostenere molte aziende cercano qualcuno che neanche loro sanno. Vogliono la persona già preparata, con una cultura media, con un’età non troppo avanzata, con esperienza, che non abbia richieste economiche esose e che sia disposto a lavorare dalle 7 alle 9 ore giornaliere (da 1 a 3 ore di straordinario). Oggi mi sono apprestato a partecipare all’ennesimo colloquio presso una so
cietà di informatica che ricercava le figure di analista programmatore e programmatore web. Premetto che la riflessione che sto facendo mi è saltata in mente prima del colloquio e non dopo (il colloquio, dal canto suo, è volato via bene senza nessuno tipo di richiesta ai limiti della schiavitù). Mentre mi preparavo ho instaurato un monologo con me stesso riflettendo sulla posizione in cui si trovano oggi molti giovani come me. Le aziende che assumo dovrebbero rifletterci più di una volta prima di ricercare personale. È risaputo che molte delle piccole e medie imprese (quelle in cui c’è più probabilità di lavorare) non hanno uffici del personale o responsabili delle risorse umane, ma spesso sono gli stessi amministratori o addirittura gli impiegati a fare i colloqui. Da queste premesse si più evincere che non essendoci le competenze tecniche di selezione del personale, le aziende vanno incontro a degli errori di valutazione che a volte si ripercuotono sull’azienda stessa in termini economici.
Mi spiego meglio: ad esempio un’azienda che ricerca un informatico con competenze che spaziano dalla programmazione alla progettazione di database, cercando di contenere i costi proponendo uno stipendio di 800 €, si troverà di fronte, molto probabilmente, una serie di candidati miscelati tra tecnici e periti informatici, laureati in informatica e in ingegneria informatica. In base alla scelta del candidato ed al suo titolo di studio, l’azienda si troverà di fronte due scenari ben diversi.
Mettiamo che l’azienda scelga un perito informatico con esperienza minima nel settore (due anni). Se la stessa azienda non predisporrà un corso di formazione, andrà incontro ad una scelta sbagliata che avrà ricadute in termini di tempo (che per la società equivale ad un danno economico) e di influenza pscologica negativa per la persona assunta.
Pensiamo allora che l’azienda scelga un’ingegnere informatico. In questo caso l’azienda si troverà presto con un impiegato poco motivato, il quale non appena riceverà un’offerta di poco superiore allo stipendio attuale non ci penserà due volte a cambiare aria con il danno (per l’azienda) di dover ricominciare la selezione, con le solite incertezze.
Con questi esempi voglio dare un consiglio a tutte quelle piccole e medie realtà imprenditoriali che cercano competenze, professionalità e riduzione dei costi. Consiglio numero uno: assumete una persona con limitate conoscenze, pagatela quello che per voi è giusto ma preparate un corso formazione di 3-4 settimane. Fate un piccolo investimento (il corso) ma ridurrete certamente i costi e avrete gente competente sui realibisogni dell’attività. Consiglio numero due: assumete una persona altamente specializzata, pagatela il doppio di quanto siete disposti a spendere. Così si avrà la certezza di lavorare con gente preparata e motivata con un investimento che si rivelererà azzeccato nel medio-lungo termine.
Morale di questo articolo: aziende, state attente a chi e a come scegliete i vostri dipendenti, è una scelta delicata che può farvi fare il salto di qualità o farvi scivolare in un pericoloso baratro. Non sempre pagare meno vi fa risparmiare di più.
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Le cavalcate “vincenti” in Champions League dell’Inter
15 03 2009Ripercorriamo attraverso questo video le cavalcate vincenti dal 2000 ad oggi dell’Internazionale Football Club di Milano nella competizione più ambita d’europa: la Champions League. Fa da background sonoro l’inno dell’Inter con voce e testi miei e di mio fratello Daniele! (scusate per le frequenti stonature).
Putroppo il video non è aggiornato con l’ultima impresa dei nerazzurri a Manchester. Provvederò presto all’aggiornamento!
Inutile dire che questo video è dedicato principalmente a tutti gli anti-interisti sparsi per l’Italia e a quegli interisti sportivi che accettano di buon grado gli sfottò altrui (un plauso a loro)!
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La matematica su andrearussomath.wordpress.com
6 02 2009Un saluto a tutti i visitatori del blog. Vi volevo informare che il blog relativo alla matematica è stato spostato su http://andrearussomath.wordpress.com/
Chiunque fosse interessato a seguire (i lenti) aggiornamenti su analisi matematica 1, può direttamente andare sul blog suddetto.
Questo blog invece diventerà il mio spazio personale.
A presto
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Il numero di Nepero
14 11 2008Vi propongo questa “formula”:
Questa scrittura, per chi non avesse mai studiato in maniera approfondita la materia, potrebbe significare poco o nulla. Per gli altri, studiosi e appassionati, è una delle scritture più importanti della storia della matematica. Infatti il:
Questo limite dà il numero che è chiamato costante di Nepero, dal nome del matematico scozzese John Napier.
Il numero, irrazionale trascendete, approssimato alle sue prime 55 cifre decimali è:
Utilizzando questa approssimazione, ho realizzato un programma in C++ che permette di calcolare i primi n termini scelti dall’utente della successione . Il programma, inoltre, per ogni termine dà il discostamento del termine con la costante approssimata vista prima.
Per scaricare il programma cliccate qui
Per scaricare il sorgente cliccate qui
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Disequazioni razionali fratte
10 11 2008Dati due polinomi a coefficenti reali, nella variabile reale x, , si dice disequazione razionale fratta una disequazione del tipo:
Il problema dunque consiste nel determinare i numeri reai , se esistono, per cui il rapporto
fra i due polinomi
definito per
sia positivo (risp. negativo).
Notiamo che il problema posto è equivalente alla seguente disequazione:
Segue allora, che il problema (1), ovvero il problema (2), è equivalente ai due sistemi:
Detti rispettivamente gli insiemi delle soluzioni della (1), del sistema (I) e del sistema (II), si ha pertanto:
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Sistemi di disequazioni razionali
9 11 2008Risolvere un sistema di disequazioni di questo tipo:
dove sono polinomi a coefficenti reali nella variabile
, significa risolvere indipendentemente le disequazioni
e
trovando rispettivamente le soluzioni
e
. La soluzione del sistema è data da:
Se , il sistema si dice impossibile.
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Disequazioni di grado superiore al secondo
8 11 2008Sia da risolvere una disequazione del tipo:
.
Per risolvere una disequazione di questo tipo, requisito fondamentale è che il polinomio sia scomposto in fattori di I e II grado (per fare ciò dunque, bisogna applicare le regole di fattorizzazione di un polinomio attraverso la ricerca delle sue radici utilizzando ad esempio la regola di Ruffini). Detto questo consideriamo gli eventuali numeri che annullano almeno uno dei fattori, rappresentiamo su una retta orientata questi valori ed esaminiamo il segno complessivo del polinomio
in ciascuno degli intervalli scaturiti dallo studio dei fattori di di I e II grado.
Ecco un esempio.
Supponiamo di voler risolvere la seguente disequazione:
Osserviamo che la disequazione proposta è certamente di grado maggiore a due (infatti è di sesto grado) e che è già scomposta in fattori. Analizziamo singolarmente i fattori come in una normale disequazione.
- Il primo fattore
, risulta positivo per
e negativo per
- Il secondo fattore
risulta essere positivo per
- Il terzo fattore
, è positivo per
e negativo per
La disequazione ha quindi segno positivo nei seguenti intervalli (la determinazione di questi intervalli è facilitata dallo studio grafico del segno attraverso la retta orientata):
è la soluzione della disequazione.
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